Mi rivolgo ad adolescenti, giovani adulti, genitori di adolescenti, persone LGBTQIA+ e a tutte le persone che desiderano intraprendere un percorso psicologico o psicoterapeutico in uno spazio di ascolto, riflessione e comprensione di sé. Nel mio lavoro accolgo persone che vogliono esplorare il proprio mondo interno, conoscersi meglio, persone che stanno vivendo sofferenza psicologica, momenti di crisi, difficoltà relazionali e passaggi evolutivi complessi, offrendo un contesto clinico in cui la persona possa sentirsi riconosciuta e pensabile nella propria unicità.
Lavoro con adolescenti e giovani adulti accompagnandoli nei compiti evolutivi che caratterizzano queste fasi della vita: la costruzione dell'identità, il rapporto con il corpo, i legami affettivi, l'individuazione, l'appartenenza ai gruppi e la ricerca di una posizione personale nel mondo. In questi passaggi possono emergere vissuti di disorientamento, angoscia, ritiro, conflitto o sofferenza, che potranno essere compresi all'interno della storia e dell'esperienza della persona.
Lavoro anche con genitori di adolescenti, offrendo uno spazio in cui poter pensare le trasformazioni dei figli, le fatiche della relazione educativa, i conflitti, le preoccupazioni e i cambiamenti che attraversano l'intero sistema familiare. Accompagnare i genitori, per me, significa aiutarli a leggere con maggiore profondità ciò che sta accadendo e sostenere una funzione genitoriale più consapevole, capace di tenere insieme contenimento, ascolto e riconoscimento.
Una parte importante del mio lavoro riguarda l'accompagnamento delle persone nell'esplorazione della propria identità, anche quando si trovano in una fase di questioning identitario. In questi percorsi non adotto un approccio definitorio e non considero mio compito dire alla persona chi è: il mio lavoro consiste piuttosto nell'accompagnarla a interrogarsi, ascoltarsi e comprendersi meglio, lasciando che sia lei, nel tempo, a riconoscere ciò che la rappresenta in modo più autentico.
Per me è fondamentale offrire uno spazio in cui sia possibile pensare la propria esperienza senza fretta, senza etichette imposte e senza pressioni verso direzioni prestabilite. Questo significa accogliere l'incertezza come parte possibile del percorso e sostenere un processo di riconoscimento identitario che possa maturare in modo personale, libero e rispettoso della complessità soggettiva.
Nel lavoro con persone LGBTQIA+ adotto un approccio affermativo, cioè un assetto clinico che riconosce orientamenti, identità ed espressioni di genere come dimensioni dell'esperienza umana da accogliere senza patologizzarle. Un approccio affermativo, secondo la letteratura clinica recente, sostiene l'esplorazione dell'identità, valorizza la soggettività della persona e non assume che l'obiettivo della terapia debba essere una particolare forma di transizione o un esito predefinito.
Accompagno anche le persone nella propria affermazione di genere nei diversi modi in cui la persona può intendere vivere, esprimere o rendere riconoscibile la propria identità di genere. Lavoro in una prospettiva non patologizzante e non trans-normativa: non ritengo che esista un unico modo giusto di essere, di definirsi o di affermarsi, e considero ogni percorso come profondamente personale, con tempi, desideri, bisogni e possibilità differenti.
Questo può includere l'esplorazione di aspetti sociali, relazionali, corporei, linguistici e familiari del percorso, così come il lavoro sui timori, sui dubbi, sull'impatto dello stigma e sulle condizioni concrete che possono facilitare o ostacolare il benessere della persona. La letteratura sull'approccio affermativo sottolinea infatti l'importanza di sostenere la persona nella comprensione di sé, nella costruzione di reti di supporto e nella possibilità di scegliere se, come e quando comunicare aspetti della propria identità nei diversi contesti di vita.
Nel caso la persona lo desideri posso supportare nella possibilità di adeguamento dell'espressione di genere attraverso trattamento ormonale sostitutivo. Nella mia pratica clinica mi riferisco alle linee guida Standards of Care for the Health of Transgender and Gender Diverse People dell'Associazione professionale mondiale per la salute delle persone transgender (WPATH). Dopo percorso di informazione e riflessione posso predisporre una relazione psicologica finalizzata ad accedere alla valutazione endocrinologica per il trattamento ormonale sostitutivo.
Posso inoltre accompagnare la persona anche nella preparazione della documentazione psicologica per il percorso di rettifica anagrafica, secondo le modalità previste dal contesto normativo e giudiziario italiano.
Sono disponibile ad accogliere e accompagnare tutte le persone LGBTQIA+ adolescenti, giovani adulte e adulte. In età evolutiva è possibile sia il lavoro con la persona adolescente per l'esplorazione della propria identità e per affrontare proprie tematiche personali, sia a livello familiare per affrontare il coming-out e per accompagnare sia genitori, che familiari, che partner di persone LGBTQIA+. Sono disponibile anche ad accogliere la tematica dell'incongruenza di genere e dell'affermazione di genere in età evolutiva, sia supportando nell'esplorazione la persona adolescente, sia per accompagnare i genitori.